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Giovedì
3 Apr 2025

Beato Gandolfo da Binasco

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Primo Quarto

Delle cose che tu vedi, sbattine tre quarti: e di quelle che tu senti, sbattine più
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Ville venete: Villa Emo

Il Il Restauro della grande Fattoria di Villa Emo

Il restauro della grande Fattoria di Villa Emo, capolavoro del Palladio nella campagna di Fanzolo di Vedelago, nel trevigiano, è stato completato.L’imponente, elegante edificio, lungo oltre 150 metri, nel tempo era stato oggetto di manomissioni e si presentava in condizioni davvero molto precarie. Con un investimento di circa 6 milioni di euro, è stato recuperato in tutte le sue parti e trasformato, nel totale rispetto per l’architettura originale, nel nuovo Centro Servizi del Credito Trevigiano, la banca di credito cooperativo che nel 2004 ha deciso di porsi come mission la salvaguardia completa del monumento più celebre del proprio territorio, ovvero la villa palladiana degli Emo e del paesaggio ad essa circostante. La Fattoria sorge nell’area dove a, metà del ’400 si innalzava la villa dei Barbarigo, i nobili veneziani che, nel 1535, cedettero il loro fondo di Fanzolo a Leonardo Emo. Questi, figlio di Giovanni, morì il 28 gennaio 1539 e fu l’omonimo nipote, figlio del fratello Alvise, ad ereditare il fondo e la villa già dei Barbarigo e a commissionare al Palladio la nuova dimora.La villa palladiana, progettata intorno al 1558-60, venne innalzata a levante della vecchia costruzione dei Barbarigo.Una volta realizzata la nuova villa, la vecchia residenza divenne secondaria e, qualche decennio dopo, ne venne decisa la demolizione.Al suo posto, nel Settecento venne deciso di innalzare la fattoria, il nuovo cuore agricolo dei possedimenti degli Emo.Gli esperti fanno risalire una possibile paternità della fattoria, all’architetto luganese Francesco Muttoni (1668 – 1747), giunto a Venezia alla fine del Seicento.Il Muttoni era stato chiamato dagli Emo per dare una diversa configurazione funzionale alla villa palladiana: le due barchesse laterali, originariamente previste per gli usi agricoli, dovevano essere trasformate ad uso residenziale. Alle funzioni collegate alla coltivazione dei possedimenti avrebbe dovuto provvedere un edificio apposito, la Fattoria, appunto. Qui il  luogo di lavoro, in villa le funzioni di direzione, amministrazione e controllo dell’attività di campagna.   [...]

 

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