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Torre Colimena

Una torre contesa

torre colimena

Torre Colimena -nota, anticamente, con il nome di Gulimena- sorge sulla costa Ionica a a poca distanza da Punta Prosciutto, limite territoriale tra le province di Lecce e Taranto; Pur appartenendo, amministrativamente, al territorio del comune di Manduria, è molto più vicina alla città di Avetrana, da cui la separano i colli delle serre tarantine, tra cui il Monte della Marina, alto appena cento metri. Addirittura molti, sulla base di antichi carteggi, sono pronti a giurare che questa località dovrebbe essere parte del comune di Avetrana. Turisticamente, Torre Colimena è una piacevole ed ordinata località estiva.

La sua torre è una delle tante che si incontrano lungo le nostre coste, costruite durante il regno di Carlo V con lo scopo di proteggere la Terra d'Otranto dalle incursioni di pirati e saraceni che, spesso, sbarcavano sulle coste poco protette per fare rifornimento di viveri ed acqua e per rifornirsi di schiavi da rivendere nei mercati d'oriente.

Carlo V e la protezione delle coste

torre colimena

Torre Colimena fu costruita intorno al 1568 da mastro Camillo Chiarello, un costruttore leccese che ebbe in appalto, nello stesso periodo, anche la costruzione di Torre Inserraglio. Purtroppo le gravi condizioni di salute del costruttore e la morte, sopraggiunta nel 1570, comportarono enormi ritardi nella consegna del lavoro che, comunque, fu completato dal fratello Donato nei due anni previsti.

La torre era, in origine, alta circa 14 metri divisa idealmente a metà dal caratteristico cordolo marcapiano. La sommità è ancora abbellita da cortine murarie poggianti su beccatelli. Ogni finestra è protetta da una caditoia e nel muro dove insiste l'unica porta di accesso ve ne sono addirittura tre.

L'ingresso principale, raggiungibile da una bella scalinata in muratura, era un tempo raccordato ad essa da un ponte levatoio, la cui esistenza è testimoniata da un incavo nel muro. Particolarmente interessanti sono le archibugiere, che mostrano come anche le nostre torri cominciavano ad adattarsi alle nuove armi.

Tra le armi che erano in dotazione ai cavallari della torre, c'erano anche due falconetti, due cannoni di piccolo calibro: il falconetto era, infatti, particolarmente diffuso nel regno di Carlo V ed era in grado di sparare proiettili di 5 o 7 cm di diametro. Era leggero e maneggevole: per questo trovava posto tra le armi dei navigli più piccoli.

Ma qualcosa rende completamente diversa questa torre dalle tante altre visibili lungo le coste della Terra d'Otranto: gli ambienti che sono stati costruiti in cima alla torre e che ne aumentano l'altezza di altri 6 metri, portandola a circa 20. Probabilmente una delle torri più alte del Salento!

Si tratta di strutture posticce realizzate per rendere adatta la costruzione ad altri utilizzi, probabilmente non più militari, visto che gli attacchi dei saraceni e dei corsari andarono diminuendo nel corso dei secoli successivi.

Documento creato il 24/11/2007 (17:19)
Ultima modifica del 18/03/2011 (09:24)
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