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Dalla preistoria al medioevo, breve storia del villaggio medievale di Apigliano a Martano nella Grecìa salentina.

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Il villaggio di Apigliano

Dalla preistoria al medioevo

il villaggio di apigliano

L'antico villaggio di Apigliano si trova nel territorio di Martano nell'area della Grecia salentina.

Nell'antichità fu un villaggio con chiese, abitazioni, strade e silos, che gli abitanti dovettero abbandonare tra il XIV e il XVI secolo per sfuggire alle continue incursioni turche, spostandosi nei centri abitati protetti da fortificazioni per la loro incolumità.

Oggi Apigliano è uno dei siti archeologici di primaria importanza sul territorio salentino; gli scavi hanno riportato alla luce testimonianze uniche risalenti al medioevo, dal periodo bizantino a quello svevo-angioino.

il villaggio di apigliano

Il paesaggio che si presenta agli occhi di chi visita il luogo è spettacolare: le pietre affioranti dal terreno, le piante spontanee, gli ulivi ed i muretti a secco fanno pensare a tranquillità e solitudine. Ma un tempo non era così: addirittura, le prime testimonianze archeologiche sul posto risalgono infatti alla preistoria.

Dagli scavi effettuati nella zona sono venuti alla luce le fondamenta di una fattoria tardo-romana e reperti di una certa importanza storica. Ai romani hanno fatto seguito i bizantini che costruirono qui un villaggio; successivamente, la zona fu abbandonata per alcuni secoli. 

il villaggio di apigliano

L'antico villaggio costruito dai bizantini era molto esteso e copriva un'area di oltre un ettaro; da un'indagine archeologica sulla zona sono state ritrovate le fondamenta di una chiesa angioina (XIII secolo) e intorno alla chiesa diverse sepolture e resti di case bizantine, ovvero delle pietre disposte con logica su cui ovviamente un tempo poggiava il pavimento in legno, disposto in modo da creare un'intercapedine per proteggere il legno dall'umidità del terreno e tenere la casa più asciutta; le strutture portanti delle casa dovevano essere di legno e il tetto di canne. 

il villaggio di apigliano

Nel terreno si notano delle fosse, chiamate “butti” dagli archeologi, colme da rifiuti risalenti al periodo bizantino e dei silos che un tempo venivano utilizzati per conservare le derrate alimentari e nel luogo dove oggi si vede un trullo costruito nel secolo scorso, ci sono i resti di una fattoria tardo romana. A poca distanza si trova la chiesa di San Nicola, ricostruita dagli archeologi seguendo i canoni del tempo, utilizzando mattoni crudi messi in opera proprio sulle fondamenta originali ritrovate durante la campagna di scavo del 1987. All'interno della chiesa si trovano alcune sepolture che appartenevano agli abitanti più importanti del villaggio, scavate nella terra e foderate con blocchi in pietra su cui veniva posta una lastra rettangolare che, spesso, è stata rinvenuta con delle incisioni. Le sepolture ritrovate presentano qualcosa di molto particolare e interessante: ai defunti di questo villaggio veniva posta una moneta in bocca come obolo per l'aldilà; questo ci fa ricordare il rito dell'obolo di Caronte, tipico dell'età classica. Una consuetudine, questa, che rimanda ai riti dell'area balcanica dove i ritrovamenti di sepolture con una moneta in bocca sono molto frequenti. In Italia raramente si trovano sepolture del genere ma alcune sono state ritrovate nell'area della Grecìa salentina: ciò sta a significare che il territorio salentino era un luogo di transito per le diverse culture d'oriente. Resta comunque un'altra tesi che può essere legata alla cristianità: al defunto veniva messa una moneta in bocca come simbolo del corpo di Cristo. La moneta veniva considerata come un'ostia per il defunto ed infatti molte monete medioevali hanno incisa una croce su una delle facce. 

il villaggio di apigliano

Sempre nell'area di Apigliano si trova la chiesa dedicata a San Lorenzo, piuttosto recente rispetto al villaggio che, insieme alla vicina masseria, testimonia che nella zona c'è stata continuità nell'utilizzo della terra. Dagli scavi nella chiesa di San Lorenzo è emerso un piano di calpestio che nulla a che vedere con l'attuale struttura: si tratta, infatti, di un piano pavimentale appartenente ad un'altra chiesa di età antecedente, si pensa angioina. Esternamente, invece, gli scavi hanno riportato alla luce delle opere in muratura che corrono parallele alle mura della chiesa ed alcune sepolture

Documento creato il 07/02/2013 (09:05)
Ultima modifica del 07/02/2013 (09:05)
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