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Cultura a Bari

Bari, Pinacoteca Provinciale “Corrado Giaquinto”

chiesa ogni santi bari capitello

Anche la Pinacoteca Provinciale di Bari, quest’anno in collaborazione con l’Associazione Italia Nostra – sezione di Bari, aderisce alla XIV Settimana della cultura, in programma dal 14 al 22 aprile 2012.

Durante tutto il periodo considerato è previsto l’ingresso gratuito alla Pinacoteca.

Per l’occasione, sarà presentato al pubblico il nuovo allestimento delle opere medievali in esposizione nelle prime due sale della Pinacoteca, recentemente realizzato col contributo della Regione Puglia e dell’Unione Europea.

Inoltre, sempre in collaborazione con l’Associazione Italia Nostra – sezione di Bari, saranno offerti al pubblico, a ingresso libero, due appuntamenti sul tema Tra architettura e scultura: il Medioevo in Terra di Bari, secondo il seguente programma:

  • Giovedì 19 aprile 2012, ore 17:00 Pinacoteca Provinciale di Bari, sala conferenze Conversazione di Pina Belli D’Elia dal titolo Ognissanti di Cuti: un gioiello architettonico poco noto alle porte di Bari.
  • Sabato 21 aprile 2012, ore 10.30 Valenzano, località Cuti, chiesa di Ognissanti Visita guidata a cura di Pina Belli D’Elia alla chiesa di Ognissanti, uno dei più importanti monumenti dell’architettura romanica pugliese.
  • Orari di apertura della Pinacoteca: dal martedì al sabato ore 9,30-19; domenica ore 9-13; chiusa il lunedì.
  • Pinacoteca Provinciale “Corrado Giaquinto” Via Spalato 19, 70121 Bari tel. 080/5412422 /3 /6 /7; fax: 080/5583401
    Associazione Italia Nostra – sezione di Bari Viale Papa Pio XII 7, 70124 Bari tel. 080/5614298

Chiesa di Ognissanti di Cuti,

chiesa ogni santi bari

La chiesa di Ognissanti di Cuti, oggi in agro di Valenzano, è quanto rimane di un importante monastero benedettino della stessa intitolazione, fondato da Eustazio, presbitero o monaco barese – in un anno di poco anteriore al 1080-1083 – e da lui costruito a sue spese, insieme ad un gruppo di monaci, con l’intenzione di offrire un luogo di preghiera di segno latino agli abitanti delle campagne circostanti Bari, già capitale del catepanato bizantino ma sede vescovile obbediente a Roma, da una decina d’anni occupata dai Normanni.

La chiesa, poco nota a Bari ma ben conosciuta agli storici dell’architettura soprattutto stranieri, appartiene ad una famiglia di edifici sacri, le “chiese a tre navate coperte da cupole in asse e semi botti laterali”, nella quale rientrano anche le chiese di Santa Maria di Càlena e di Santa Benedetto di Conversano, tutte dell’XI secolo, tutte legate a importanti monasteri benedettini.

Una interessante e problematica variante dello stesso tipo architettonico è considerato il San Benedetto di Brindisi, mentre le più tarde chiese della Trinità a Trani, di San Leonardo presso Siponto e di San Corrado a Molfetta (unica cattedrale del gruppo) ne rappresentano gli sviluppi successivi.

Gli archetipi dell’XI secolo per decenni sono stati al centro di un acceso dibattito tra specialisti, impegnati a dibattere sulla funzionalità statica della insolita soluzione architettonica e a rintracciarne le origini e i possibili modelli, chiamando in causa ora la Francia meridionale, ora Cipro e le provincie di Bisanzio, con occasionali puntate verso la Lombardia, ma escludendo a priori l’ipotesi di una genesi meridionale e pugliese, se non in riferimento ad esempi locali anomali come le architetture spontanee in pietra a secco (i trulli) o quelle rupestri scavate nel banco tufaceo.

L’argomento, affrontato di petto nel 1975 in occasione della mostra “Puglia XI secolo” , aveva già trovato una prima soluzione di segno meridionale nel richiamo a possibili prototipi scomparsi dei quali si proponeva di riconoscere l’eredità in edifici allora quasi sconosciuti e difficili da studiare, come il Tempietto di Seppannibale presso Fasano o il S.Pietro di Crepacore presso Torre Santa Susanna.

Di recente la proposta, avanzata più di trent’anni fa a semplice titolo di ipotesi, ha trovato ampia conferma nelle indagini archeologiche condotte da altri studiosi (Bertelli, Falla Castelfranchi, Felle, Jacob) sui due monumenti e le nuove datazioni degli stessi, notevolmente anticipate fino all’VIII secolo ed oltre, sulla base dello studio approfondito degli affreschi emersi in entrambi i casi a seguito di successive campagne di restauri.

Gli stessi studi hanno permesso di localizzare la probabile area di provenienza del tipo architettonico tra Puglia centrale e ducato di Benevento. radicandolo decisamente nella Longobardia Minor e confermandone l’impronta prevalentemente occidentale.

Documento creato il 11/04/2012 (08:42)
Ultima modifica del 28/05/2012 (20:07)

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