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Domenica
19 Nov 2017

Santa Matilde di Hackeborn (o di Helfta) Monaca

Luna: 1 gg dopo
Luna Nuova

Il dotto molto pensa e poco parla, non pensa l'ignorante e sempre ciarla.
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All'orizzonte la Calabria

Il salento guarda la calabria

la calabria vista da matino

Gli spettacoli offerti gratis dalla natura sono unici e straordinari e quello a cui abbiamo assistito lo scorso sabato Ŕ a dir poco eccezionale.

Era passato qualche minuto dopo il tramonto in uno di quei pomeriggi limpido, caratterizzato da una lieve brezza di tramontana; si percorreva la strada che da Matino porta a Parabita, in un punto dove ancora la campagna fa da padrona di casa, alle porte di Matino. Un lieve declivio che conduce, infine, alle porte della cittadina.

Il panorama offerto era -a dir poco- mozzafiato: il cielo sembrava voler cogliere le tonalitÓ della miglior produzione di Van Gogh, con tonalitÓ dal giallo al rosso intenso; l'oscuritÓ del controluce segnava i contorni degli alberi e delle abitazioni; poco pi¨ avanti, il Mare Ionio, illuminato da una luce strana, quasi scenica e, sullo sfondo un panorama d'eccezione: i rilievi della penisola Calabra con ben distinguibili le cime della Sila e, pi¨ ad ovest, quelle del massiccio del Pollino.

la calabria vista da matino

E successo altre volte di vedere oltre l'orizzonte le montagne della Sila e una mattina erano visibili anche la neve e le casupole, ma i colori dell'altro giorno sono stati tutt'altra cosa.

Immagino (oggi possiamo solo immaginarlo, purtroppo) ora quale potesse essere il panorama visto dagli antichi abitanti che vivevano sulle colline di Matino tanti anni fa, quando mancava lo smog, l'aria era limpida, non c'erano costruzioni nÚ antenne, nÚ ostacoli ma solo campi coltivati, uliveti e carrubi.

Nel punto in cui Ŕ stata scattata la foto fino a qualche mese fa c'erano tantissime "specchiolle" alte circa un metro e mezzo e se ci salivi su avevi l'impressione di stare al disopra di tutto: oggi quel terreno Ŕ stato utilizzato per un impianto fotovoltaico e tutto Ŕ andato perduto in nome dello sviluppo economico (spero almeno che quei pannelli siano collegati alla rete elettrica...).

Possiamo solo ringraziare la natura che, nonostante gli scempi in nome del vile denaro, ci regala ancora delle emozioni manifestando, con spettacoli ancora unici, la sua presenza.

Documento creato il 28/02/2012 (12:18)
Ultima modifica del 28/02/2012 (13:57)
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