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Epifania in Friuli

5 e il 6 gennaio 2006

In Friuli Venezia Giulia un'Epifania ricca di tradizione e di storia. Con i Pignarūi - altissimi falò propiziatori che illuminano la notte - e le rievocazioni storiche, il 5 e il 6 gennaio rivivono in tutta la regione antichissime e suggestive usanze.

In Friuli Venezia Giulia, ogni anno nei giorni dell'Epifanìa, rivivono antichi riti e cerimonie secolari, in cui confluiscono e si fondono tradizioni pagane e cristiane. Segno tangibile di questa tradizione è il fuoco, elemento rituale che in questi giorni arde in molte località della Regione e accende l'intero paesaggio (dal mare alle montagne) con le luci di piccoli e grandi falò, regalando uno spettacolo davvero unico.

La tradizione del falò, in Friuli, ha origini antichissime che risalgono ai Celti, per i quali l'accensione di fuochi era un rito con cui allontanare gli influssi malefici e allo stesso tempo invocare la benevolenza del dio Beleno, divinità del fuoco. Il Cristianesimo conservò questa tradizione che, seppur con qualche trasformazione, è giunta fino a noi. Ancor oggi in molti paesi della Regione alla vigilia dell'Epifanìa vengono accesi i pignarūi (chiamati anche foghère o pan e vin), grandi falò propiziatori da cui, in base all'orientamento del fumo e delle faville, si traggono previsioni sull'andamento dell'anno che è appena iniziato. Attorno ai pignarūi non possono mai mancare la tradizionale pinza (una focaccina con farina di mais, pinoli, fichi secchi, uvetta), e il vin brulè (vino caldo aromatizzato con cannella e chiodi di garofano), che ben sintetizzano lo spirito sincero e genuino di questa antica festa.

Fra i falò più belli e suggestivi in Friuli Venezia Giulia vi è il Pignarūl Grant di Tarcento (graziosa cittadina sulle colline alle spalle di Udine) che arde tra le rovine del Cjastelàt (Castello),antico maniero del nobile friulano Artico di Castel Porpetto. Ogni anno all'imbrunire del 5 gennaio, un corteo di centinaia di figuranti in costumi medievali percorre le strade del paese fino ai piedi del Colle di Coia, dove il Vecchio venerando (figura a metà strada tra il druido e il sacerdote) accende il Pignarūl Grant, mentre i pignarūlars, figure della tradizione, fanno ardere i falò piccoli e grandi dislocati nelle frazioni vicine. I rappresentanti delle borgate, muniti di fiaccola, partecipano poi alla spettacolare Corsa dei carri infuocati per conquistare il Palio dei Pignarūlars.

Ad illuminare la notte di Paularo, in Carnia, è invece, il 5 gennaio, la fiamma del Falò della Femenate, festa di origine celtica durante la quale si osserva la direzione presa dal fumo per predire l'andamento positivo o negativo dell'anno. Sempre alla Carnia è legata la tradizione de Las Cidules: in occasione dell'Epifanìa, nelle località di Comeglians e Pesariis, i giovani lanciano dalla cima di alture delle rotelle di legno infuocate che illuminano la notte, accompagnandole con frasi beneauguranti, legate soprattutto all'amore.

I fuochi epifanici non mancano neanche in altre località del Friuli Venezia Giulia: a Cassacco (dove da alcuni anni si tenta di battere il record della realizzazione del falò più alto) e a Tricesimo; a Latisana, in una vera e propria sfida tra capoluogo e frazioni; a San Vito al Tagliamento (dove di solito ne vengono accesi una decina), a Sesto al Reghena e Cordenons, dove gli anziani ancor oggi traggono gli auspici per l'imminente annata agricola. In queste ultime località, spesso sulla cima del falò viene posto un fantoccio con le fattezze di una strega.

Nella località sciistica di Piancavallo, il 5 gennaio, si tiene una grande fiaccolata dei maestri di sci. A seguire, falò, pinza e vin brulè con musica dal vivo, mentre nei locali viene servito come aperitivo un bicchiere di vino. Alla vigilia dell'Epifania le befane scendono nelle piazze di Tarvisio, mentre a Stolvizza di Resia è in programma la rappresentazione della discesa della Stella cometa, con l'arrivo dei Re Magi nel presepe vivente. Sempre sulle montagne del Tarvisiano, a Fusine, il 6 gennaio una fiaccolata preannuncia l'arrivo della Befana, e per le strade di Pontebba si snoda la sfilata dei Re Magi, mentre a Moggio Udinese la Befana anticipa l'accensione del Pignarūl.

Le Rievocazioni storiche

Nei giorni dell'Epifanìa, in Friuli Venezia Giulia si celebrano antiche cerimonie religiose che riportano alla luce gesti e riti le cui origini si perdono nella notte dei tempi.

Celebrazione particolarmente significativa in provincia di Udine è la Messa dello Spadone di Cividale, antica capitale longobarda d'Italia. Qui ogni anno, il 6 gennaio, il Duomo ospita una cerimonia, nel corso della quale viene riproposta la solenne investitura del Patriarca Morquardo Von Randeck, avvenuta nell'Epifanìa del 1366. In questa occasione il Diacono di Cividale si presenta stringendo nella mano destra una spada sguainata e nella sinistra un antico Evangelario. Con il capo coperto da un elmo piumato, benedice la folla col fendente, attestando con la sua presenza il doppio potere, temporale e spirituale, di cui un tempo era investito il feudatario.

Al termine della messa solenne prende poi vita una spettacolare Rievocazione Storica, durante la quale un corteo di decine e decine di figuranti in costume attraversa le vie del paese, riportandolo agli antichi fasti e inscenando per tutta la giornata momenti di vita medievale. Anche a Gemona, suggestivo borgo dell'Alto Friuli, il 6 gennaio si ripete un'antica e sentita cerimonia religiosa, nel corso della quale è si ripetono gesti e parole rimasti immutati nei secoli. E' la Messa del Tallero, che si svolge nel Duomo di Santa Maria Assunta. Il primo cittadino di Gemona consegna nelle mani del rappresentante della Chiesa, l'Arciprete, un tallero d'argento di Maria Teresa d'Austria, ripetendo simbolicamente l'antico gesto di sottomissione del potere temporale a quello spirituale, che risale ad epoca Trecentesca. Anche in questo caso una Rievocazione storica, con comparse in ricchi costumi, conclude la cerimonia e fa ritornare indietro nel tempo, fino al Rinascimento, la cittadina.

La Stele de Nadal in Carnia

E' in Carnia, ed in particolare ad Arta Terme, che ogni anno si rivive l'arrivo dei Re Magi. Dal 26 dicembre al 6 gennaio, infatti, si ripete l'antichissimo rito alpino della Stele de Nadal, una stella di Natale di legno e carta velina colorata con al centro un piccolo lumino ad olio, che viene portata di casa in casa dai Re Magi, ad annunciare la nascita di GesùBbambino. Ad accompagnarli, un gruppo di suonatori che intonano cori natalizi in friulano antico. In ogni casa i Re Magi possono godere di una calorosa accoglienza, e per loro non manca mai una bevanda calda e il pan de cjase, un pane fatto con la farina di segale o polenta, tipico di questo periodo dell'anno. Per informazioni: Numero Verde Turismo Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia 800 016044

Comunicato segnalato da Studio Agorà

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Documento creato il 07/01/2006 (19:18)
Ultima modifica del 07/01/2006 (19:18)

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